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   Notizia del 07 gennaio 2018 ore 22:47 - Visite 25
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Ue, la ripresa non maschera i problemi di fondo: mancano investimenti e campioni del futuro

Tra le dieci aziende che valgono di più non ce ne sono del Vecchio continente. Gli investimenti sono al palo. E il Vecchio continente snobba quelli in beni...


Lenta e farraginosa, la ripresa europea c'è. E questo rischia di oscurare i problemi di fondo. Il mondo che si risveglia da una crisi lunga dieci anni non è infatti lo stesso del 2008. L'Europa - a partire dalla sua locomotiva tedesca - sembra però l'unica a non essersene accorta. Tre indizi non fanno una prova, ma sono un buon motivo per riflettere.

Il primo indizio viene dalla Borsa, che consente di misurare le grandi aziende di successo. Nel 2007, fra le dieci aziende che valevano di più sui mercati finanziari, tre erano europee, una cinese, tutte aziende petrolifere. Nel 2017, di cinese ce n'è una (Alibaba), di europee nessuna. Decisivo il fatto che le prime sei sono aziende del mondo digitale (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Facebook, Alibaba). I cinesi ne hanno infilata una (Alibaba appunto, la loro Amazon), noi siamo scivolati indietro, incollati a Big Oil.

Questo dato genetico sta dietro al secondo indizio: gli investimenti in intangibili. Se i tangibili sono i beni concreti, da toccare con mano, gli intangibili sono il sale dell'economia moderna, quelli che consentono ai paesi avanzati di tenere ancora a distanza i paesi emergenti. Non si tratta solo di digitale. Gli intangibili sono: ricerca e sviluppo, software, dati, design, marketing. Negli Usa, gli investimenti in intangibili hanno superato quelli tradizionali già dal 1997. In Gran Bretagna, il sorpasso è avvenuto nel 2000: nel 2014, gli investimenti netti nei settori più moderni e impalpabili assorbivano una

quota dello stock di capitale produttivo pari all'11 per cento, contro il 14 per cento  degli Usa. E l'Europa? Qui, il sorpasso non è mai avvenuto. E, dagli anni '90, le iniziative in ricerca e sviluppo, software, dati, design e marketing sono cresciute solo dal 9 al 10 per cento del Pil continentale. L'unico paese che sembra reggere il ritmo dei paesi anglosassoni è la Svezia. In Francia, facendo una media del periodo 1999-2013 i due spezzoni di investimenti, anno per anno, si equivalgono. Ma in Italia, gli investimenti in intangibili - nella media 1999-2013 - sono il 7,5 per cento del Pil, in Germania, l'8 per cento: la metà degli investimenti tradizionali.

In realtà, il quadro è reso meno leggibile dal fatto che complessivamente gli investimenti si sono fermati, negli ultimi anni. Il terzo indizio ci dice, però, che la stasi degli investimenti è molto più severa e punitiva in Europa di quanto avvenga nei paesi anglosassoni, più attenti agli intangibili. Nel 2007, gli investimenti netti erano pari al 3 per cento dello stock di capitale produttivo negli Usa, al 4 per cento in Gran Bretagna. In Francia, questo rinnovamento del capitale era pari solo al 2,3 per cento ed era ancora più lento in Italia (2 per cento) e in Germania (1,5 per cento). Poi, il crollo, un po' dovunque. Mentre, però, il tasso di investimenti netti (quelli in più, rispetto al mantenimento puro e semplice di quanto si ha già) è rimasto almeno largamente positivo nei paesi più attenti agli intangibili (1,3 per cento dello stock di capitale in Francia, 2 per cento in Gran Bretagna, 1,2 per cento negli Usa), il rubinetto si è chiuso nei paesi più legati alle produzioni tradizionali: solo 0,4 per cento in Germania, addirittura meno 0,6 per cento in Italia.

C'è un pezzo di futuro in ballo in queste cifre. Anche perché il segnale di pericolo che viene dalla contrapposizione tangibili-intangibili non è l'unico. Anche in materia di tangibili, l'Europa deve rincorrere. Come già raccontato dall'Eurobarometro (23 settembre 2017), l'Europa non è leader mondiale  in nessuno dei settori manifatturieri che la stessa Ue ritiene cruciali per il futuro: microelettronica, nanotecnologie, biotecnologie, fotonica, materiali avanzati. Anche in ognuno di questi campi sono più avanti - a colpi di brevetti - Usa o Giappone.



Origine: Repubblica

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