FORUM GRATIS  STATISTICHE GRATIS
  TOP 100 GRATIS  REDIRECT GRATIS
  SCAMBIO SITI  MASTER TOP 100


     INSERISCI IL TUO SITO  -  TOP CLICK MENSILE  -  TOP RANK POINTS  -  COME FUNZIONA

  
         Web   News   Testi e Video canzoni    >> FORUM <<  


MasterWorld.org - Ultime notizie
1 Chiude il campionato...3745
2 G8, Cassazione: "A B...2489
3 Da Kandinsky a Pollo...2138
4 Addio all'attrice An...2060
5 Il Far East Festival...2015
6 "Eravamo bambini", i...1998
7 Il prof, l'alunno, l...1710
8 Ripresa dell'Eurozon...1674
9 Traffico in tempo re...1510
10 Bruxelles, accordo s...1506
11 Costi della politica...1310
12 Il paese dei Comuni ...1307
13 Attacco jihadista al...1252
14 Espresso-Itedi, dall...1204
15 Cremona, spacciavano...1181
16 Basta muri, sono cas...1176
17 Bayer valuta l'acqui...1166
18 A Legoland arriva il...1138
19 Per gli indiani d'Am...1137
20 Mps vola a Piazza Af...1135
Altre posizioni >>





Top Refer
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10

BOOKMARK
START PAGE


::: PageRankTop.com :::
PageRankFree.com


   Notizia del 28 maggio 2011 ore 09:05 - Visite 362
Homepage - Ambiente - Calcio - Cronaca - Economia - Esteri - Motori - Politica - Rubriche - Scienza e Tecnologia - Spettacoli e Cultura - Sport


Vivere sulla nuvola? Non è male ma la chiave è la sicurezza



UN MESE sulla nuvola. Ad assaporare il futuro prossimo dei personal computer, sia pure con un discreto sforzo di immaginazione. Proprio così. Per poco più di quattro settimane abbiamo scelto di usare per la nostra vita digitale in casa soltanto il nuovo sistema operativo che Google si appresta a lanciare: Chrome OS. E tutto sommato non è andata così male, tra conferme, sorprese e qualche dubbio. Il nuovo ambiente di lavoro di Google dà vita a un computer pensato per vivere quasi esclusivamente in rete, un sistema operativo "Cloud" avanzato che finora è stato distribuito in decine di migliaia di copie assieme a un prototipo studiato per i test, il netbook da 12 pollici col nome in codice  Cr-48. E che dal 15 giugno sarà disponibile per tutti con due nuovi modelli grazie a Samsung e Acer.

Ma l'hardware, in fondo, conta poco. Ce lo facciamo bastare, considerando che i computer con cui arriverà la versione definitiva di Chrome OS avranno impressi i marchi dei giganti dell'informatica del calibro di Samsung, Acer e Intel. Per semplificare diciamo che a breve scopriremo Chrome su dispositivi votati alla mobilità e forse, in futuro, anche sui tablet. Con un comune denominatore: consumi ridotti all'osso e quindi a massima autonomia energetica possibile. Non è certo un caso il cr-48
abbia una super batteria che occupa un buon terzo dello spazio e garantisce fino a 8 ore.

Ma andiamo avanti, adesso è il software che ci interessa. Google italia - che ce lo ha messo a disposizione - ha spiegato che si tratta di un ambiente ancora in beta, come nella migliore tradizione di Mountain View. Verissimo, ma le versioni che si sono succedute e che abbiamo provato (l'ultima si è installata da sola proprio mentre stavamo scrivendo questo articolo) danno l'idea che la stabilità non sia poi così lontana. Proprio perché nato per stare sulla rete, Chrome rappresenta uno scossone al mondo dell'informatica così come l'abbiamo concepita finora. Se ne va in pensione l'hard disk classico, sostituito da un disco a stato solido (più veloce e meno avido di energia) dove risiede il sistema operativo e i programmi. C'è naturalmente la connessione Wi-fi e un un modulo per la connessione 3G, indispensabile da noi in Italia dove trovare una connessione wireless quando ci si muove è sempre un'impresa. 

Leggero e veloce. Chrome si avvia in poco meno di 7 secondi. Basta sollevare il monitor del laptop e spunta l'icona del nostro account (disponibile anche quello per gli ospiti). Non dobbiamo fare altro che inserire le nostre credenziali Google e si parte. Tutto, ma proprio tutto avviene con il browser, quel Chrome che molti di noi hanno imparato a conoscere già da tempo sui maggiori sistemi operativi in circolazione (e che conta a tutt'oggi 160 milioni di download). Anche per i settaggi successivi alla prima installazione bisogna aprire pagine di browser. Si tratta di rifiniture, per il resto il sistema va da solo così come da solo riconosce gli aggiornamenti e li applica. Scopriamo che nella pagina home ci sono dei programmi. Per lo più sono dei link a delle web apps. Controlliamo il nostro account di gmail, poi, aprendo altro scheda del browser quello della posta del lavoro (ci serviva javascript e funziona egregiamente), la chiudiamo e torniamo alla base. Lasciamo aperte le schede relative, laddove un'icona nella taskbar ci avviserà se su gmail ci è arrivata altra posta. Ancora il browser per navigare e qui si nota che il plugin di flash non sembra ottimizzato e i video non appaiono fluidi come ci si aspetterebbe. Ma siamo quasi certamente dinanzi ai classici difetti di gioventù.

Vogliamo scrivere. C'è Google Docs, naturalmente. Grazie al modulo 3G potremo continuare a lavorare anche quando la rete wifi ci abbandona. Ma se ci troviamo lì dove nemmeno quella mobile funziona? E' decisamente un limite. Serve la connessione, poche storie. A meno che non consentire al sistema anche una vita offline. Dopo la scomparsa di Google Gears - è questo l'annuncio fatto oggi alla conferenza degli sviluppatori di Google a San Francisco - sarà il codice Html5 a permettere alle applicazioni web di fornire funzionalità offline. Anche perché la rete "sempre e ovunque" è ancora di là da venire.

App store. Qui Chrome OS non scopre nulla. Si accoda al modello già esistente e vincente e propone il suo negozio online di applicazioni. Il Chrome app store offre al momento di circa 2500 applicazioni, che aumentano di giorno in giorno grazie agli sviluppatori. Per lo più si tratta di applicazioni web, che vivono col browser. Troviamo di tutto, dalle interfacce giuste per poterci collegare ai servizi di storage e conservare i nostri dati online, alle applicazioni per modificare le foto, a quelle che ci consentono di leggere i principali giornali su nostro computer, a quell'universo di software studiati per rendere la transizione a questa nuova filosofia meno traumatica. In uno stile tutto smartphone ormai accettato da tutti e qui puntualmente riprodotto.

Mondo social. In questo campo la differenza con un sistema operativo tradizionale non si nota affatto. Volendo si possono utilizzare al meglio i servizi che Google offre per la messaggistica istantanea, anche video, altrimenti fanno il loro dovere le web application multi-protocollo che sono disponibili sul web app store, gratuite o a pagamento. IM+ per esempio, ci consente di tenere sotto controllo tutti i nostri account insieme. Il tutto fila con estrema semplicità ed efficacia. Lo stesso vale per gli account di condivisione di foto, da Flickr a Picasa agli altri che via via fanno la loro comparsa sul negozio online e a quelli musicali, tipo Last. fm e Grooveshark.

L'incognita sicurezza. Bel problemino. Richard Stallman,  tra i pionieri del software libero, non la manda a dire: "Chrome OS è una minaccia per la privacy". E argomenta da par suo, puntando il dito sulla stessa filosofia "cloud". Va da se che questa trasformazione in atto nel mondo digitale necessita di certezze soprattutto nel campo della privacy. Chi garantisce la sicurezza dei nostri dati che risiedono su server esterni per di più sparsi nei data center del pianeta? Servono regole certe, condivise e transnazionali. Il "cloud" ha il dovere di essere più sicuro dei sistemi di computer così come li abbiamo immaginati noi finora, altrimenti la sua stessa esistenza rischia di essere messa in discussione. E Chrome OS di non decollare mai come vorrebbe. Un cambio di rotta - soprattutto dopo i furti di dati personali su scala mondiale degli ultimi tempi - che riguarda anche un settore cruciale come quello delle aziende, dove il tema della sicurezza è vitale. Sciolto questo nodo, la strada per la nuova creatura di Mountain View dovrebbe essere in discesa.

Conclusioni. Il Chrome os è ancora agli inizi, è un sistema operativo "bambino". Mostra tutti i limiti di una beta ma è piacevole vederlo crescere considerando che rappresenta già ora una rivoluzione nel modo di approcciare alla vita digitale. Guarda avanti e passo dopo passo prova a rendere concreta la sua visione. Potremmo aggiungere che guarda "troppo avanti". Ma poi, diciamocelo: quanti di noi hanno mostrato le stesse perplessità quando la Apple fece sparire i floppy dai computer? E che dire dello spaesamento di quando ci siamo trovati dinanzi ai primi dispositivi touch? O quando abbiamo rinunciato al lettore cd o dvd in nome della massima portabilità? Da allora, per esempio, abbiamo sostituito quei supporti magnetici con le chiavette e le memorie a stato solido sempre più piccole e sempre più performanti. E quasi non ce ne siamo accorti. Adesso è il turno del "cloud computing" che, a sua volta, si offre di farci lasciare nel cassetti schede e chiavette varie. In favore di una nuvola in cui i nostri documenti, le nostre foto, i nostri video, la nostra musica, sono su servizi dedicati (gratis o a pagamento) e da quei server possiamo averli disponibili ogni volta che vogliamo. Rete permettendo.

Del resto la maggior parte degli utenti usa il computer - anche in campo aziendale- per fare soltanto alcune cose, lo stretto necessario: navigare, condividere informazioni sul web, comunicare, dialogare coi nostri contatti social, sfogliare archiviare e gestire multimedia e poco altro. Chrome OS in questa fase è pensato per loro. E chi del computer fa un uso lievemente più complesso deve - almeno per ora - rivorgersi ad altri sistemi operativi più collaudati, sicuri e con un hardware molto più performante. E' questo lo spartiacque, al momento. Mountain View lo sa e prova a indicare la sua strada in questa direzione. Nello stile work in progress che ha sempre contraddistinto Big G: in "beta", ma su scala planetaria. La sfida è stata appena lanciata.

Origine: Repubblica

06-12-2016 - Gli Usa e l'incubo hacker: "Smartwatch e Internet delle Cose grave pericolo. Subito 150mila sentinelle del web"
06-12-2016 - Huawei scalza Samsung dal podio di Android
06-12-2016 - Viaggiare senza pilota, la svolta europea dell'auto: dal 2019 strade digitalizzate
06-12-2016 - Russia anti Apple e Google: sceglie Jolla, Os creato da ex Nokia
04-12-2016 - Hal 9000 è realtà: l?intelligenza artificiale legge le labbra meglio dell'uomo
02-12-2016 - Hacker contro il referendum: due denunce
02-12-2016 - Usa, così la polizia controlla proteste e sospetti sui social media
28-11-2016 - Google, 450mila euro per un progetto del Gruppo Espresso
28-11-2016 - Scudo privacy, Garante autorizza trasferimento dei dati negli Usa
27-11-2016 - Facebook contro le news false, Zuckerberg: ''C'è ancora molto da fare''
23-11-2016 - Privacy, la Russia blocca LinkedIn: a rischio Facebook e Twitter
22-11-2016 - Nilox Doc, con l'hoverboard in città. La nostra prova
19-11-2016 - Google e Facebook, è guerra alle bufale: niente pubblicità per i siti di notizie false
17-11-2016 - "Silicon Valley è cieca e distante. Ecco perché non ha capito dove stava andando l'America"
17-11-2016 - WhatsApp, videochiamate criptate contro i rischi da super sorveglianza
16-11-2016 - Su Repubblica.it webseries verticali, la cronaca fatta a misura di smartphone
14-11-2016 - Samsung cerca il rilancio con il Galaxy S8, configurazione super e display idrofobico
14-11-2016 - Facebook, annuncia per errore la morte 2 milioni di utenti. E tra questi anche Zuckerberg
11-11-2016 - Giappone: Pokemon Go, prima condanna per incidente mortale
10-11-2016 - Google risponde alla Ue sul caso dello shopping online. "Nessun abuso. E' sana concorrenza"
09-11-2016 - Microsoft: falla Windows utilizzata da hacker legati alla Russia
08-11-2016 - AgCom: "Troppi anziani in Italia, anche per questo la banda larga non decolla"
08-11-2016 - L'Antitrust indaga su WhatsApp per la cessione dei dati a Facebook
07-11-2016 - Robot, lavoro e legalità: il miracolo giapponese che fa sperare Cosenza
07-11-2016 - Bill Gates: "L'ascesa del populismo suscita inquietudini per gli aiuti allo sviluppo"
06-11-2016 - Windows 10 per i creativi e nuovi Surface: Microsoft punta tutto su 3D e realtà virtuale
06-11-2016 - Truffe telefoniche, non chiamate questi numeri: rubano il credito
06-11-2016 - Italia digitale, 3500 curricula per entrare nel team di Diego Piacentini
04-11-2016 - Facebook contro il bullismo, la nuova piattaforma e 5 consigli utili
01-11-2016 - Generation What, rispondi qui al questionario



Homepage - Ambiente - Calcio - Cronaca - Economia - Esteri - Motori - Politica - Rubriche - Scienza e Tecnologia - Spettacoli e Cultura - Sport



















  
 











Copyright 2003-2013 Masterworld
Privacy Policy